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Istoria et tradiziones


Istoria et tradiziones
de Aristanis

Indice

  1. Clima
  2. Storia
  3. Sa Sartiglia
  4. La Vernaccia di Oristano
  5. Oristano città della ceramica
  6. Hospitalis Sancti Antoni

Oristano (Aristanis in sardo) è un comune italiano di 32.015 abitanti, capoluogo della provincia di Oristano (provìntzia de Aristanis in sardo) nella Sardegna centro-occidentale. È situata nella parte settentrionale della pianura del Campidano, nella regione detta Campidano di Oristano. Istituita capoluogo di provincia il 16 luglio 1974, ha una storia antica, in particolare legata al Giudicato di Arborea ed alla figura di Eleonora d'Arborea.

1. Clima

Dati climatologici Capo Frasca (1971/2000) [da Wikipedia]

Nonostante disti in linea d'aria circa 18 km e si trovi in provincia di Medio-Campidano, la stazione di riferimento per la provincia di Oristano è situata a Capo Frasca che, assieme a Capo San Marco, formano il golfo di Oristano. Essendo posta ad un passo dal mare, ne risentono soprattutto i valori di temperatura minima nei mesi invernali (nettamente più alti rispetto alla più interna città) e i valori di temperatura massima estivi, decisamente mitigati dalla immediata vicinanza dal mare. In base alle medie climatiche del periodo 1971-2000, la temperatura media del mese più freddo, febbraio, è di +10,4 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +25,0 °C; mediamente si contano zero giorni di gelo all'anno e 21 giorni con temperatura massima uguale o superiore ai +30 °C. I valori estremi di temperatura registrati nel medesimo trentennio sono i -4,8 °C del gennaio 1981 e i +41,6 °C dell'agosto 1999.

Le precipitazioni medie annue si attestano a 529 mm, mediamente distribuite in 71 giorni di pioggia, con minimo in estate e moderato picco massimo in autunno.

L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 81 % con minimi di 78 % a giugno, a luglio, ad agosto e a settembre e massimo di 85 % a gennaio; mediamente si contano 10 giorni di nebbia all'anno.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio.

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2. Storia

[dal sito del Comune di Oristano]

Età antica

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3. Sa Sartiglia

[dal sito della Fondazione Sa Sartiglia]

L’Europa medievale delle crociate è la culla dei tornei equestri cavallereschi e dei giochi di addestramento militare a cavallo. Nel corso del XV e del XVI secolo tali manifestazioni rifioriscono sotto forma di grandi spettacoli offerti al popolo. Anche la Sartiglia di Oristano, così come è giunta sino ai nostri giorni, è da considerarsi come un pubblico spettacolo, organizzato allo scopo di intrattenere e divertire gli spettatori. Il vecchio continente nel corso del XVI secolo dimostra un’attenzione speciale per le manifestazioni equestri e in particolare per le corse all’anello. Sovrani, viceré, feudatari e corporazioni di mestiere offrivano al pubblico tali spettacoli in occasione di prese di possesso di cariche di re o vescovi, di nascite di eredi al trono o di particolari festività del calendario liturgico, coinvolgendo direttamente il ceto nobiliare e relegando il popolo al rango di spettatore. Anche la storica manifestazione di Oristano rientra nell’ambito più generale delle corse all’anello. Ancora oggi in tutta Italia si contano numerose gare di abilità di cavalieri che in alcuni casi tentano la sorte cercando di cogliere un anello con una lancia, mentre presso altre tipologie di giostre sono impegnati nel colpire un bersaglio rappresentato da una sagoma o buratto, che riproduce il cavaliere avversario contro il quale anticamente ci si scontrava in duello come la quintana di Foligno o la corsa del Saracino di Arezzo.

Sa Sartiglia

I più antichi documenti riguardanti la storia della Sartiglia di Oristano, custoditi nell’Archivio Storico cittadino, si trovano in un registro di consiglieria datato 1547-48 in cui si parla di una Sortilla organizzata in onore dell’Imperatore Carlo V probabilmente nel 1546. Altri documenti, successivi, riferiscono dell’acquisto, da parte dell’autorità cittadina del tempo nella bottega di un maestro falegname, degli stocchi da utilizzare per la corsa. Questo particolare induce a pensare che probabilmente, in età spagnola, in origine la corsa fosse organizzata dalla stessa istituzione municipale, e, successivamente, affidata ai Gremi, le associazioni di mestiere operanti nella Città Regia a partire dal XVI secolo, che ne hanno perpetuato il cerimoniale sino ai nostri giorni. Attualmente non si conoscono documenti che testimoniano la corsa in età medievale ma i frequenti rapporti dei regnanti oristanesi con i signorotti dell’Italia dei Comuni del XIII e del XIV secolo, non che i lunghi soggiorni dei nostri giudici nelle grandi città della Spagna in piena età medievale, inducono a supporre che i sovrani del giudicato d’Arborea conoscessero bene i giochi di esercitazione militare, e che nella capitale arborense, così come nelle grandi città dell’Europa del tempo, nobili e cavalieri si cimentassero con la spada e la lancia nelle prove di abilità e addestramento a cavallo.

Per video e informazioni accedere al sito della Fondazione Sa Sartiglia.

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4. La Vernaccia di Oristano

Il Vernaccia di Oristano è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Oristano.

Caratteristiche organolettiche

  • colore: giallo dorato ambrato.
  • odore: profumo delicato alcolico con sfumature di fior di mandorlo.
  • sapore: fine, sottile, caldo, con leggero e gradevole retrogusto di mandorle amare.

Dal Corriere della Sera: Varietà di uva e vino da meditazione della zona di Oristano. Dà vita a un vino bianco morbido, potente, dalla buona intensità di profumi. Spesso è lungamente invecchiato in botte, evoluto, ossidato, con gusto tipo Sherry. Ha grande corpo ed elevata alcolicità.

La Vernaccia di Oristano ha origini molto antiche tanto da ipotizzare la spontaneità della Vitis Vinifera. Il suo nome deriva dal latino "Vernacula", vino del luogo e il primo cenno storico scritto risale al 1327, nel “Breve di Villa di Chiesa” libro di leggi conservato ad Iglesias. Nel periodo Giudicale, grazie al volere di Eleonora d'Arborea si imposero con la "Carta de Logu" l'impianti di vitigni nei terreni incolti e severe leggi per la loro salvaguardia. Alla fine del XIX secolo tutte le viti Europee, e quindi anche la Vernaccia di Oristano, vennero distrutte da un insetto parassita, la filossera, che venne debellata con l'innesto su barbatelle di vite americana. Nel dopoguerra ci fu una forte ripresa della produzione, e molti produttori si riunirono in cooperativa e ottonerò il disciplinare di produzione della Vernaccia di Oristano DOC. Ma negli anni 90 ci fu un grosso calo di produzione e una perdita di interesse sia dei produttori che dei consumatori, questo per gli incentivi europei per l'estirpazione delle vigne, per i costi elevati di produzione dovuta alla giacenza triennale del prodotto e per la crescente quantità di prodotti presenti nel mercato che portano a una più vasta scelta per i consumatori.

Come aperitivo va degustato a 8-10 °C; in tavola a 12 °C. Abbinamento a preparazioni di pesce dai toni gusto-olfattivi particolarmente accentuati, come bottarga (uova di muggine o di tonno), formaggi piccanti o affumicati. Eccellente come vino da dessert, in particolare con i dolci di mandorla tipici della Sardegna.

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5. Oristano città della ceramica

L'arte della ceramica a Oristano e nel territorio ha un'antica tradizione che risale al neolitico ed è testimoniata da preziosi reperti archeologici a partire dal 4. millennio a.C. La produzione, l'esportazione e lo scambio di manufatti è fiorente anche in epoca medioevale e rinascimentale.

L'esistenza del borgo dei figoli, gli artigiani della ceramica, riuniti in un gremio (associazione di mestiere) è attestata dalle carte a partire dal 15. secolo. Si tratta dell'unico caso di un borgo di una città sarda denominato dal mestiere dei figoli, che indica chiaramente il primato di cui godeva Oristano nell'arte della ceramica.

Nel 1961 Arrigo Visani, uno dei più prestigiosi e significativi artisti della ceramica del '900, fonda a Oristano il primo Istituto statale d'arte della Sardegna. L'Istituto d'arte, poi intitolato a Carlo Contini, costituisce una prestigiosa scuola di formazione di giovani ceramisti e un importante centro di ricerca e innovazione.

L'antico mestiere continua tutt'oggi con produzioni artigianali di valore. Diversi laboratori operano in città e nei paesi limitrofi riproponendo motivi tipici dell'artigianato sardo e, in modo particolare, della tradizione dei figoli oristanesi su cui si innestano elaborazioni originali e ricerca di nuove tendenze.

Da qualche anno Oristano ha inaugurato una nuova stagione dell'antica arte della ceramica. Dal 2003 fa parte dell'Associazione italiana Città della ceramica che ha messo in rete i comuni di antica e significativa tradizione per sostenere, valorizzare e diffondere il reciproco patrimonio artistico, artigianale, economico e produttivo.

Con l'espozione "Il tornio di via Figoli" la città viene annualmente coinvolta in una vera e propria festa della ceramica. Con l'edizione 2009 è stato allestito anche il concorso regionale per la ceramica artistica.

Oristano fa parte dell'Associazione Italiana Citta' della Ceramica - AiCC

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6. Hospitalis Sancti Antoni

L’Ospedale di Sant’Antonio Abate (Hospitalis Sancti Antoni) viene menzionato per la prima volta nel testamento del giudice d’Arborea Ugone II de Bas Serra il 4 aprile 1335 (hospitalis noster Sancti Anthoni). In tale testamento si fa menzione anche della costruzione di nuovi ambienti, per cui si può presumere che tale edificio esistesse già in precedenza. L’edificio era posto all’interno delle mura della città, dette di Mariano II, ed era amministrato dagli Ospitalieri di Sant’Antonio di Vienne. Accoglieva poveri infermi, mentecatti e trovatelli dei 28 paesi del Campidano di Oristano. I posti letto erano 12 e il personale sanitario era composta da un medico e da un chirurgo.

Fino al 1479 furono i sovrani arborensi a preoccuparsi di fornire i necessari mezzi di sussistenza all’ospedale, mentre dopo tale data Oristano diventò città regia e furono i sovrani della Corona d’Aragona ad occuparsi della concessione e del conferimento della titolarità del priorato di Sant’Antonio che proseguì fino al 1621, quando il re Filippo IV d’Asburgo iniziò a occuparsene personalmente. Ma il 24 aprile 1640 e per quasi due secoli l’Ospedale viene affidato all’Ordine ospedaliero San Giovanni di Dio (i Fatebenefratelli) fino a quando l’Ospedale e l’Ordine vennero spostati al convento extra moenia di San Martino lasciato libero dai domenicani. Furono quindi sostituiti, fino al 1866, dalle Pie Maestre Venerine per poi diventare asilo infantile e orfanotrofio. La sua ristrutturazione fu finanziata per tre anni da 28 nobili oristanesi e funzionò come asilo fino al 1986, quando fu chiuso per legge. Dopo quasi 10 anni di consistenti lavori di ristrutturazione l’edificio oggi accoglie la Pinacoteca Comunale al piano terra, la Biblioteca Comunale, dal 2009, al primo piano oltre all’Auditorium che si apre su di un chiostro per un totale di 3500 m2.

Il complesso comprende anche la chiesa di Sant’Antonio Abate, di origine gotica, forse del tardo XIII secolo.

(si ringrazia la Bibioteca Comunale del materiale messo a disposizione)

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